Microfiltrazione o osmosi inversa? Tutto quello che devi sapere prima di scegliere

Meglio microfiltrazione o osmosi inversa? Se stai valutando l’acquisto di un purificatore d’acqua domestico è molto probabile che tu ti sia posto questa domanda.

Entrambe le tecnologie trattano l’acqua del rubinetto, che è già controllata e potabile, ma funzionano in modo diverso e danno risultati differenti. La microfiltrazione agisce trattenendo particelle di dimensioni maggiori e migliorando il sapore, mentre l’osmosi inversa utilizza una membrana molto più fine, in grado di trattenere anche gran parte delle sostanze disciolte, come i sali.

Capire queste differenze è fondamentale per scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze. In questo articolo, allora, vediamo insieme qual è la differenza tra microfiltrazione e osmosi inversa, quando può avere senso preferire la seconda alla prima e come avere acqua filtrata direttamente dal rubinetto di casa.

Differenza tra microfiltrazione e osmosi inversa: come funzionano i due sistemi

Quando si parla di osmosi inversa o microfiltrazione, è facile fare confusione. In realtà, come anticipato, si tratta di due tecnologie molto diverse, per livello di filtrazione e per risultati.

Ecco, nello specifico, la differenza tra microfiltrazione e osmosi inversa.

Per chiarire le differenze, ecco un confronto rapido tra microfiltrazione e osmosi inversa:

Perché preferire l’acqua purificata con osmosi inversa?

Quando si parla di osmosi inversa o microfiltrazione, la domanda più comune è: “La differenza si nota davvero?”. Si nota soprattutto nel gusto e nel residuo fisso: un’acqua con pochi sali disciolti ha un sapore più neutro.

L’osmosi inversa è una scelta adatta a chi preferisce un’acqua leggera, con un residuo fisso basso e un gusto neutro, o a chi vive in una zona dove l’acqua di rete è molto ricca di calcare. Se invece hai dubbi sulla qualità dell’acqua che arriva al tuo rubinetto, il primo passo è consultare i dati che il gestore del servizio idrico pubblica per il tuo comune, o far analizzare un campione.

Ma non è solo una questione di gusto. È anche una questione di praticità e sostenibilità. Con un impianto domestico a osmosi inversa si riduce la necessità di acquistare acqua in bottiglia: meno plastica, meno cassette da trasportare e meno emissioni legate a produzione e trasporto, circa 150 kg di CO₂ in meno all’anno per una famiglia di tre persone.

Inoltre, l’acqua trattata con osmosi inversa e remineralizzata è generalmente percepita come più leggera, ha un residuo fisso basso e un sapore neutro, anche grazie a un pH vicino alla neutralità: un aspetto utile in cucina, perché non altera sapori e preparazioni come tè o caffè.

Come avere acqua purificata con osmosi inversa grazie ad AcquaStream

Vuoi avere ogni giorno acqua filtrata direttamente dal rubinetto di casa? Una possibilità è AcquaStream, il servizio in abbonamento dedicato alla purificazione domestica, basato su tecnologia a osmosi inversa.

Il sistema AcquaStream si articola in tre fasi.

Il risultato è un’acqua filtrata e remineralizzata, con parametri misurati da analisi di laboratorio accreditato ACCREDIA, disponibile ogni giorno direttamente dal tuo rubinetto grazie a un servizio in abbonamento semplice e trasparente.

Con AcquaStream non devi acquistare un impianto: c’è un piano solo a €29,90 al mese, con filtri programmati, manutenzione e assistenza nel canone, e puoi disdire quando vuoi. Si comincia con 30 giorni di prova gratis, senza anticipare nulla: se entro il 30° giorno non ti convince, ritiriamo l’impianto a nostre spese; se resti, dal 31° giorno paghi il mese che comincia più €120 di installazione una tantum.

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