Qual è la differenza tra microfiltrazione e osmosi inversa e cosa sapere
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Microfiltrazione o osmosi inversa? Tutto quello che devi sapere prima di scegliere
Meglio microfiltrazione o osmosi inversa? Se stai valutando l’acquisto di un purificatore d’acqua domestico è molto probabile che tu ti sia posto questa domanda.
Entrambe le tecnologie trattano l’acqua del rubinetto, che è già controllata e potabile, ma funzionano in modo diverso e danno risultati differenti. La microfiltrazione agisce trattenendo particelle di dimensioni maggiori e migliorando il sapore, mentre l’osmosi inversa utilizza una membrana molto più fine, in grado di trattenere anche gran parte delle sostanze disciolte, come i sali.
Capire queste differenze è fondamentale per scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze. In questo articolo, allora, vediamo insieme qual è la differenza tra microfiltrazione e osmosi inversa, quando può avere senso preferire la seconda alla prima e come avere acqua filtrata direttamente dal rubinetto di casa.
Differenza tra microfiltrazione e osmosi inversa: come funzionano i due sistemi
Quando si parla di osmosi inversa o microfiltrazione, è facile fare confusione. In realtà, come anticipato, si tratta di due tecnologie molto diverse, per livello di filtrazione e per risultati.
Ecco, nello specifico, la differenza tra microfiltrazione e osmosi inversa.
- La microfiltrazione è un sistema meccanico che solitamente utilizza filtri a carboni attivi per ridurre il cloro (migliorando il sapore dell’acqua), i sedimenti e la ruggine. Non agisce invece sulle sostanze disciolte nell’acqua, come i sali minerali, e lascia passare le particelle più fini.
- L’osmosi inversa è una tecnologia che spinge l’acqua attraverso una membrana semipermeabile. I pori della membrana sono talmente piccoli da trattenere gran parte dei sali disciolti e delle particelle, lasciando passare soprattutto le molecole d’acqua. Per questo l’osmosi inversa è tra i trattamenti domestici più spinti oggi disponibili, e l’acqua che ne esce va poi remineralizzata.
Per chiarire le differenze, ecco un confronto rapido tra microfiltrazione e osmosi inversa:
- cosa trattengono: la microfiltrazione particelle più grandi, sedimenti e cloro; l’osmosi inversa anche gran parte dei sali disciolti e delle particelle fini;
- residuo fisso: con la microfiltrazione resta praticamente quello dell’acqua di partenza; con l’osmosi inversa scende molto, e si regola con la remineralizzazione;
- manutenzione: la microfiltrazione chiede la sostituzione periodica del filtro; l’osmosi inversa quella dei pre-filtri e, più di rado, della membrana.
Perché preferire l’acqua purificata con osmosi inversa?
Quando si parla di osmosi inversa o microfiltrazione, la domanda più comune è: “La differenza si nota davvero?”. Si nota soprattutto nel gusto e nel residuo fisso: un’acqua con pochi sali disciolti ha un sapore più neutro.
L’osmosi inversa è una scelta adatta a chi preferisce un’acqua leggera, con un residuo fisso basso e un gusto neutro, o a chi vive in una zona dove l’acqua di rete è molto ricca di calcare. Se invece hai dubbi sulla qualità dell’acqua che arriva al tuo rubinetto, il primo passo è consultare i dati che il gestore del servizio idrico pubblica per il tuo comune, o far analizzare un campione.
Ma non è solo una questione di gusto. È anche una questione di praticità e sostenibilità. Con un impianto domestico a osmosi inversa si riduce la necessità di acquistare acqua in bottiglia: meno plastica, meno cassette da trasportare e meno emissioni legate a produzione e trasporto, circa 150 kg di CO₂ in meno all’anno per una famiglia di tre persone.
Inoltre, l’acqua trattata con osmosi inversa e remineralizzata è generalmente percepita come più leggera, ha un residuo fisso basso e un sapore neutro, anche grazie a un pH vicino alla neutralità: un aspetto utile in cucina, perché non altera sapori e preparazioni come tè o caffè.
Come avere acqua purificata con osmosi inversa grazie ad AcquaStream
Vuoi avere ogni giorno acqua filtrata direttamente dal rubinetto di casa? Una possibilità è AcquaStream, il servizio in abbonamento dedicato alla purificazione domestica, basato su tecnologia a osmosi inversa.
Il sistema AcquaStream si articola in tre fasi.
- Purificazione a osmosi inversa: la membrana trattiene gran parte dei sali disciolti e delle particelle presenti nell’acqua di rete.
- Rimineralizzazione: dopo la filtrazione, all’acqua vengono restituiti minerali come calcio, magnesio e potassio, per migliorarne il gusto e renderla adatta al consumo quotidiano.
- Gasatura personalizzata: grazie al gasatore incluso nel canone, puoi scegliere tra acqua liscia o frizzante in base alle tue preferenze.
Il risultato è un’acqua filtrata e remineralizzata, con parametri misurati da analisi di laboratorio accreditato ACCREDIA, disponibile ogni giorno direttamente dal tuo rubinetto grazie a un servizio in abbonamento semplice e trasparente.
Con AcquaStream non devi acquistare un impianto: c’è un piano solo a €29,90 al mese, con filtri programmati, manutenzione e assistenza nel canone, e puoi disdire quando vuoi. Si comincia con 30 giorni di prova gratis, senza anticipare nulla: se entro il 30° giorno non ti convince, ritiriamo l’impianto a nostre spese; se resti, dal 31° giorno paghi il mese che comincia più €120 di installazione una tantum.
Sei interessato e vuoi saperne di più? Contattaci! Ti risponderemo nel più breve tempo possibile fornendoti l’assistenza di cui hai bisogno.
Glossario
- Microplastiche: minuscole particelle di plastica invisibili a occhio nudo
- Rimineralizzazione: processo che aggiunge minerali dopo la filtrazione per rendere l’acqua bilanciata e piacevole al gusto.
- Residuo Fisso: la quantità di sali minerali disciolti che rimangono dopo l’evaporazione di un litro d’acqua a 180°C. Più è basso, più l’acqua è leggera.
- Membrana Semipermeabile: una pellicola che lascia passare soprattutto le molecole d’acqua e trattiene gran parte dei sali disciolti e delle particelle.
- pH: misura l’acidità o l’alcalinità dell’acqua.
- ACCREDIA: ente nazionale italiano di accreditamento, che attesta la competenza e l’imparzialità dei laboratori di prova.