Quanto consuma un depuratore d'acqua

Tre voci: la corrente, l'acqua che l'impianto scarta e, se c'è la frizzante, la CO₂. Nessuna delle tre è grande, ma una delle tre cresce molto se l'impianto raffredda l'acqua.

Questa pagina le mette in fila con gli ordini di grandezza, e dice quali sono le configurazioni in cui il consumo comincia a pesare.

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L'impianto installato nel mobile sotto il lavello

La corrente

Un impianto a osmosi inversa senza refrigeratore assorbe poco: la pompa entra in funzione solo quando deve riempire il serbatoio, per qualche minuto alla volta. Nell'arco di un anno è un consumo da poche decine di kilowattora, cioè pochi euro.

Con il refrigeratore il discorso cambia: raffreddare l'acqua richiede un compressore che lavora come quello di un piccolo frigorifero, e che si accende anche quando nessuno beve, per mantenere la temperatura. È la voce che fa la differenza fra «non si nota» e «si vede in bolletta».

Se stai scegliendo e il consumo elettrico ti preoccupa, la domanda da fare al fornitore è una sola: quanti watt assorbe l'impianto e quante ore al giorno resta acceso.

L'acqua di scarto

Il meccanismo dell'osmosi inversa prevede che una parte dell'acqua passi la membrana e una parte porti via i sali trattenuti, finendo nello scarico. È il modo in cui la membrana resta pulita, non un difetto.

Il rapporto fra acqua prodotta e acqua scartata dipende dall'impianto, dalla pressione di rete e dalla durezza dell'acqua. Negli impianti domestici attuali l'acqua scartata è dello stesso ordine di quella prodotta, a volte di più.

Detto in bolletta: se produci 1.600 litri di acqua da bere in un anno e ne scarti altrettanti, hai consumato poco più di un metro cubo e mezzo in più. A tariffe domestiche italiane sono pochi euro all'anno. È una cifra piccola, ma il dato che conta per chi guarda allo spreco non è il costo: è che l'acqua scartata è acqua potabile che va allo scarico.

Dettaglio illustrativo dell'interno dell'impianto

La CO₂, se bevi frizzante

Il gasatore usa una bombola di CO₂ alimentare. Quanto dura dipende da quanta frizzante si beve e da quanto la si vuole carica: una bombola serve un certo numero di litri, e in una casa dove la gassata è l'acqua di tutti i giorni si cambia più volte all'anno.

Nel caso di AcquaStream la prima ricarica è compresa nel canone e le successive sono a consumo, a carico di chi beve. È una voce piccola ma ricorrente, e va messa nel conto quando si confronta con l'acqua gassata in bottiglia — che nel frattempo non si compra più.

Scena illustrativa di acqua frizzante versata a cena

Quando il consumo comincia a contare

In una casa con pressione normale, acqua di durezza media e nessun refrigeratore, le tre voci messe insieme restano sotto quello che costa una cassa d'acqua al mese.

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Domande sui consumi di un depuratore

Quanto consuma di corrente un depuratore a osmosi inversa?

Senza refrigeratore poco: la pompa lavora a intermittenza, per pochi minuti alla volta, e nell'arco di un anno il consumo si misura in poche decine di kilowattora. Con il refrigeratore il consumo sale in modo sensibile, perché il compressore mantiene la temperatura anche quando nessuno beve.

Quanta acqua spreca un depuratore a osmosi inversa?

Una parte dell'acqua in ingresso porta via i sali trattenuti dalla membrana e finisce nello scarico. Negli impianti domestici attuali è dello stesso ordine di grandezza dell'acqua prodotta. In bolletta vale pochi euro all'anno per una famiglia; resta il fatto che è acqua potabile che va allo scarico.

Un depuratore si può spegnere quando si parte per le vacanze?

Sì, e per assenze lunghe è consigliato chiudere l'acqua all'impianto. Al rientro va fatto scorrere qualche minuto prima di bere, come dopo l'installazione. Le istruzioni dell'impianto restano il riferimento.

Quanto dura una bombola di CO₂?

Dipende da quanta acqua frizzante si beve e da quanto la si vuole carica, quindi varia molto da casa a casa. Con AcquaStream la prima ricarica è compresa nel canone; le successive sono a consumo.