Far analizzare l'acqua di casa

Nella maggior parte dei casi non serve: i dati dell'acqua che arriva al tuo contatore sono già pubblici e li pubblica il gestore della rete. Prima di spendere, vale la pena guardarli.

Un'analisi vera serve in tre situazioni precise, che sono quelle in cui i dati di rete non bastano. Qui sotto quando ha senso, che cosa misurare, a chi rivolgersi e quanto costa.

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Scena illustrativa dell'acqua versata in un bicchiere

Prima: guarda i dati che già esistono

Il gestore della rete analizza l'acqua lungo tutta la distribuzione e pubblica i risultati, in genere cercabili per comune o per via; l'ASL fa i controlli esterni. Sono dati aggiornati, gratuiti e più completi di qualunque kit casalingo.

Quello che descrivono però è l'acqua fino al contatore. Da lì in poi comincia l'impianto di casa, che è del proprietario e che nessuno controlla: è esattamente la zona in cui un'analisi può dire qualcosa in più.

Le tre situazioni in cui ha senso

Un edificio vecchio, o tubi di cui non si sa niente

In immobili datati vale la pena sapere com'è l'acqua al rubinetto, non al contatore. È il caso più frequente e quello in cui l'analisi dà l'informazione più utile.

Un pozzo privato o una fonte non da acquedotto

Qui l'analisi non è un'opzione: senza, non si sa niente, e la responsabilità della potabilità è di chi la usa. È anche il caso in cui conviene fare l'analisi più completa, non quella minima.

Un cambiamento improvviso

Acqua torbida, un odore nuovo, un sapore diverso che dura più di qualche giorno. Prima però si chiama il gestore: molto spesso è un lavoro sulla rete, e lo sanno.

Dettaglio illustrativo dell'interno di un impianto

Che cosa misurare

ParametroChe cosa diceQuando chiederlo
Durezzaquanto calcare faràsempre, costa poco
Residuo fisso / conducibilitàquanti sali discioltisempre
Nitratiparametro controllatozone agricole
Ferro e manganesespesso dietro acqua colorataacqua rossastra o scura
Piombopuò venire da tubazioni vecchieedifici datati
Microbiologicipotabilità vera e propriapozzi, o sospetti concreti

Un pacchetto base con i primi parametri è economico; l'analisi microbiologica costa di più e va fatta con un campionamento corretto, altrimenti il risultato non significa niente.

A chi rivolgersi, e quanto costa

Un'avvertenza che vale la spesa dell'analisi: diffida delle analisi gratuite offerte da chi vende impianti. Non perché siano necessariamente sbagliate, ma perché chi le fa ha interesse a un esito. I test con reagenti che colorano l'acqua di rete sono una tecnica di vendita, non un'analisi: colorano anche acque perfettamente potabili.

Scena illustrativa di una caraffa in tavola

E se l'analisi dice che va tutto bene?

È lo scenario più probabile, ed è una buona notizia che vale i soldi spesi. A quel punto la domanda non è più «la mia acqua è a posto», ma «mi va bene così».

Perché un depuratore non serve a rendere potabile un'acqua che già lo è: serve se vuoi un residuo fisso più basso, se il cloro ti dà fastidio, se bevi frizzante o se sei stanco di portare le casse. Quando conviene e quando no.

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Domande sull'analisi dell'acqua di casa

Quanto costa analizzare l'acqua di casa?

Un pacchetto base in un laboratorio accreditato, con i parametri chimico-fisici principali, costa indicativamente poche decine di euro; un'analisi completa con i parametri microbiologici costa sensibilmente di più. I kit casalinghi costano pochi euro ma danno solo indicazioni di massima.

Serve analizzare l'acqua del rubinetto?

Nella maggior parte dei casi no, perché i dati dell'acqua distribuita sono pubblicati dal gestore della rete. Ha senso farlo in tre casi: edifici vecchi con tubazioni ignote, pozzi privati, e cambiamenti improvvisi di aspetto, odore o sapore che durano.

Le analisi gratuite di chi vende depuratori sono attendibili?

Chi le offre ha interesse a un certo esito, quindi conviene prudenza. I test con reagenti che colorano l'acqua durante una dimostrazione non sono analisi: reagiscono anche con acque perfettamente potabili. Un'analisi utilizzabile è quella di un laboratorio accreditato, con un rapporto di prova.

A cosa serve un misuratore di TDS?

Misura i sali disciolti e dà un'indicazione immediata: è utile per verificare che un impianto a osmosi stia ancora lavorando, confrontando l'acqua in ingresso e in uscita. Non dice nulla sulla potabilità, perché non misura né i microrganismi né i singoli contaminanti.