I filtri di un depuratore: quali sono e cosa fanno

Un depuratore a osmosi inversa non è un filtro: è una sequenza di filtri, ciascuno con un compito, più la membrana che fa il lavoro vero. Capire chi fa cosa serve a due cose: leggere un preventivo e sapere cosa si sta cambiando quando arriva la manutenzione.

E serve a non cascare nella trincea di marketing più vecchia del settore, quella del numero di stadi.

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Dettaglio illustrativo dell'interno di un impianto di filtrazione

La sequenza, stadio per stadio

StadioChe cosa faOgni quanto si cambia
1. Prefiltro a sedimentitrattiene sabbia, ruggine, particelle6 – 12 mesi
2. Carbone attivotrattiene cloro e sostanze organiche6 – 12 mesi
3. Membrana a osmositrattiene gran parte dei sali disciolti2 – 4 anni
4. Postfiltro a carbonerifinisce il sapore dopo il serbatoioogni 12 mesi circa
5. Rimineralizzatorerestituisce calcio, magnesio, potassiosecondo il tipo

I primi due stadi non servono a te: servono alla membrana. Il cloro, in particolare, danneggia le membrane in poliammide usate negli impianti domestici, quindi il carbone attivo a monte non è un optional, è una protezione. È anche il motivo per cui saltare il cambio dei prefiltri costa caro: si rovina il componente più costoso.

La membrana

È il cuore dell'impianto. Una membrana semipermeabile lascia passare le molecole d'acqua e trattiene gran parte di quello che vi è disciolto, spinta dalla pressione. Quello che non passa viene portato via dall'acqua di scarto, che è il modo in cui la membrana si mantiene pulita.

La membrana è anche il motivo per cui l'acqua in uscita è povera di minerali: non distingue fra sali «buoni» e «cattivi», trattiene i sali. Per questo subito dopo c'è il rimineralizzatore.

Dettaglio illustrativo dell'interno dell'impianto

La trincea degli stadi

«Impianto a 7 stadi» suona meglio di «a 4 stadi», e il marketing del settore lo sa. In realtà il numero di stadi dice poco:

Le domande che dicono qualcosa sono altre: che membrana monta e quanti litri al giorno produce, ogni quanto vanno cambiati i filtri e quanto costano, e se la rimineralizzazione c'è. Un impianto a 4 stadi fatto bene batte un 7 stadi assemblato per il catalogo.

Filtri originali o compatibili?

Chi ha comprato l'impianto se lo chiede al primo cambio. I compatibili costano meno e spesso vanno bene, ma due cose vanno verificate: che le misure corrispondano esattamente, e che il materiale sia idoneo al contatto con acqua potabile secondo le norme vigenti.

Con un servizio in abbonamento la domanda non si pone: i filtri sono quelli previsti e il cambio è compreso nel canone. È una delle differenze pratiche fra comprare e non comprare, ed è piccola finché non arriva il momento di ordinarli.

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Domande sui filtri di un depuratore

Quanti stadi deve avere un buon depuratore?

Il numero di stadi da solo non dice la qualità. Una configurazione domestica sensata prevede un prefiltro a sedimenti, un carbone attivo, la membrana a osmosi, un postfiltro e la rimineralizzazione. Contano di più il tipo di membrana, la produzione giornaliera e la periodicità dei ricambi.

A cosa serve il carbone attivo prima della membrana?

Trattiene il cloro, che danneggia le membrane in poliammide usate negli impianti domestici, e le sostanze organiche che darebbero sapore. Protegge il componente più costoso dell'impianto: è il motivo per cui saltarne il cambio è un falso risparmio.

Perché serve rimineralizzare l'acqua dopo l'osmosi?

Perché la membrana trattiene i sali disciolti senza distinguere fra quelli desiderabili e quelli indesiderati, quindi l'acqua esce molto povera di minerali. Il rimineralizzatore le restituisce calcio, magnesio e potassio e ne corregge il gusto.

Posso usare filtri compatibili al posto di quelli originali?

Spesso sì, ma vanno verificate le misure esatte e l'idoneità dei materiali al contatto con acqua potabile. Con un servizio in abbonamento i filtri previsti e il cambio sono compresi nel canone, quindi la questione non si pone.