Come scegliere l’acqua da bere in gravidanza? 5 consigli per future mamme
Pubblicato il

Acqua da bere in gravidanza: perché la scelta giusta può fare la differenza
Stai per diventare mamma e ti stai chiedendo quale acqua bere in gravidanza?
In gravidanza molte future mamme cominciano a leggere con più attenzione l’etichetta dell’acqua: sodio, nitrati, pH e residuo fisso sono i valori di cui si sente parlare più spesso. Eppure, tra le mille cose a cui pensare durante un periodo così delicato e importante, l’acqua è spesso tra le ultime.
In questo articolo scoprirai perché l’idratazione è importante per una futura mamma, quanta acqua è consigliabile bere ogni giorno, quali parametri dell’acqua è utile conoscere e come capire quale acqua bere in gravidanza, insieme ad alcuni consigli pratici per una corretta idratazione quotidiana.
Infine, vedremo come funziona AcquaStream, il servizio in abbonamento che porta in casa un depuratore a osmosi inversa con rimineralizzazione, per avere acqua da bere direttamente dal rubinetto senza comprare e trasportare bottiglie.
Le indicazioni che trovi qui sono generali: per ogni scelta che riguarda la gravidanza, anche quella dell’acqua, il riferimento resta il medico, la ginecologa o l’ostetrica che ti seguono.
Quanto bere in gravidanza e perché l’idratazione è fondamentale
Durante i nove mesi di gestazione, il corpo materno affronta un vero e proprio stravolgimento biologico che comporta cambiamenti significativi e nuove abitudini quotidiane, comprese quelle legate all’idratazione.
Ma quanto bere in gravidanza? Secondo l’EFSA (European Food Safety Authority), l’assunzione adeguata di acqua per una donna adulta è di circa 2 litri al giorno, contando sia le bevande sia l’acqua contenuta negli alimenti; in gravidanza l’EFSA indica di aggiungerne circa 300 ml. L’assunzione andrebbe distribuita nell’arco della giornata, senza aspettare di avere molta sete.
Perché se ne parla tanto? Perché in gravidanza il corpo usa più liquidi del solito:
- l’acqua è il componente principale del liquido amniotico, che circonda e protegge il feto durante lo sviluppo;
- il volume del sangue materno aumenta, fino a circa il 40/50% in più durante la gravidanza, e anche questi liquidi arrivano da ciò che si beve e si mangia;
- gonfiori e crampi muscolari sono disturbi comuni della gestazione: se compaiono, è il medico a dire come gestirli e se cambiare qualcosa nelle abitudini;
- la stitichezza è frequente in gravidanza, e bere a sufficienza è una delle abitudini che di solito vengono consigliate insieme a un’alimentazione ricca di fibre;
- anche le infezioni delle vie urinarie sono più frequenti in gravidanza: quanta acqua bere, in questi casi, lo indica il medico.
Attenzione però: anche l’eccesso di acqua può essere controproducente. Bere quantità eccessive in poco tempo può diluire i sali nel sangue. La regola d’oro, quindi, è: costanza e gradualità nell’arco della giornata e, per qualunque dubbio, il parere del medico.
Quale acqua bere in gravidanza? 5 consigli utili per scegliere bene
Non tutte le acque hanno la stessa composizione. Ecco, allora, i 5 parametri di cui si parla più spesso quando si sceglie l’acqua da bere in gravidanza. Sono indicazioni generali: valori e priorità li stabilisce il medico che ti segue.
- Sodio basso. Sull’etichetta il sodio è indicato in mg/L e, per legge, un’acqua minerale può dirsi indicata per le diete povere di sodio se ne contiene meno di 20 mg/L. Se il medico ti ha consigliato di limitare il sale, è uno dei primi valori da guardare.
- Nitrati sotto controllo. I nitrati sono sostanze presenti nell’ambiente, soprattutto per via dell’agricoltura e dei fertilizzanti. Il limite di legge è di 50 mg/L per l’acqua del rubinetto (D.Lgs. 18/2023) e di 45 mg/L per le acque minerali, mentre le acque minerali che in etichetta si dichiarano adatte ai lattanti devono restare sotto i 10 mg/L. Se vuoi un riferimento più prudente per la gravidanza, chiedi al medico quale valore considerare.
- Residuo fisso. Il residuo fisso dell’acqua indica quanti sali minerali restano dopo aver fatto evaporare un litro d’acqua a 180 °C. Un’acqua con residuo fisso fino a 50 mg/L si dice minimamente mineralizzata, fino a 500 mg/L oligominerale. Non esiste un valore valido per tutte le future mamme: se ci sono indicazioni particolari, te le dà il medico.
- Scegli il pH corretto. Nelle prime settimane di gravidanza la sensibilità olfattiva e gustativa aumenta moltissimo, e molte donne sentono l’acqua “pesante” o con un retrogusto metallico. Per l’acqua del rubinetto la legge prevede un pH dell’acqua compreso tra 6,5 e 9,5; un’acqua vicina alla neutralità (intorno a 7–7,5) ha di solito un gusto più neutro. Per l’acidità di stomaco e il reflusso, frequenti in gravidanza, la persona a cui chiedere è il medico.
- Controlli e conservazione. In Italia l’acqua del rubinetto è controllata dal gestore e dalle ASL secondo il D.Lgs. 18/2023, mentre l’acqua in bottiglia riporta in etichetta le analisi della fonte. Se bevi acqua in bottiglia, conservala al riparo dal sole e dal calore: l’abrasione del tappo e lo stress termico che la plastica subisce durante il trasporto sono tra le cause indicate per il rilascio di microplastiche nell’acqua, la cui presenza non è riportata in etichetta.
Quale acqua bere in gravidanza: l’acqua del rubinetto di casa con AcquaStream
Chi in gravidanza sceglie l’acqua in bottiglia per i suoi valori deve fare i conti anche con i costi d’acquisto, la plastica da smaltire e la scomodità di portare a casa casse pesanti. Un’alternativa è trattare l’acqua del rubinetto direttamente in cucina.
Il sistema di purificazione dell’acqua a osmosi inversa AcquaStream è pensato proprio per questo: acqua filtrata e rimineralizzata direttamente dal rubinetto di casa. Secondo l’analisi di laboratorio dichiarata dall’azienda, eseguita da un laboratorio accreditato ACCREDIA, l’acqua in uscita dall’impianto ha un residuo fisso di 14 mg/L e un pH di 7,4. Non è un’acqua pensata per la gravidanza né sostituisce le indicazioni del medico: è l’acqua da bere di tutta la casa, più comoda delle bottiglie.
L’impianto viene installato sotto il lavello o nello zoccolo della cucina, senza modificare l’estetica dell’ambiente e senza interventi invasivi. Il cuore del sistema è la tecnologia dell’osmosi inversa: l’acqua viene spinta attraverso una membrana semipermeabile, che trattiene gran parte dei sali disciolti e delle particelle presenti nell’acqua di rete. Per questo l’acqua osmotizzata ha un residuo fisso molto basso.
Subito dopo la membrana, l’acqua passa da una fase di rimineralizzazione che le restituisce calcio, magnesio e potassio. L’ultimo step è la gasatura: con il gasatore compreso nell’abbonamento, con la prima ricarica di CO₂, puoi scegliere se berla liscia o frizzante.
Come abbonarsi ad AcquaStream
Accedere a questo servizio è semplice: AcquaStream è un abbonamento mensile, l’impianto non si compra e non serve aprire finanziamenti.
Con un canone di €29,90 al mese hai:
- 30 giorni di prova gratis a casa tua, senza anticipare nulla: né l’installazione né il canone;
- se non ti convince, scrivi entro il 30° giorno: ritiriamo l’impianto a nostre spese, zero penali;
- se resti, dal 31° giorno paghi il mese che comincia più €120 di installazione una tantum, effettuata da tecnici qualificati;
- impianto e rubinetto in comodato, filtri programmati, manutenzione e assistenza tecnica nel canone;
- la possibilità di disdire quando vuoi.
Scopri come attivare il tuo abbonamento o scrivici per qualsiasi domanda.
Glossario
- Osmosi inversa: processo di filtrazione che spinge l’acqua attraverso una membrana semipermeabile; la membrana trattiene gran parte dei sali disciolti e delle particelle.
- Residuo fisso: quantità di sostanze minerali disciolte presenti in un litro d’acqua, misurata dopo evaporazione a 180 °C. Indica quanto l’acqua è “leggera”: fino a 50 mg/L si dice minimamente mineralizzata, fino a 500 mg/L oligominerale.
- Nitrati: sostanze presenti naturalmente nell’ambiente e legate anche all’uso di fertilizzanti. Il limite di legge per l’acqua del rubinetto è 50 mg/L; per le acque minerali adatte ai lattanti è 10 mg/L.
- Rimineralizzazione: processo che reintegra nell’acqua alcuni minerali (calcio, magnesio, potassio) trattenuti durante la purificazione, per renderla equilibrata e piacevole da bere.
- pH: scala che misura l’acidità o basicità di una soluzione. Per l’acqua del rubinetto la legge prevede un pH compreso tra 6,5 e 9,5.
- ACCREDIA: ente italiano di accreditamento che attesta la competenza e l’indipendenza dei laboratori di analisi. Secondo l’azienda, le analisi dell’acqua AcquaStream citate in questo articolo sono state eseguite da un laboratorio accreditato ACCREDIA.
- EFSA: European Food Safety Authority, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, che definisce i valori di riferimento per l’assunzione giornaliera di acqua, anche in gravidanza.