Qual è il miglior depuratore d'acqua?

Non c'è una risposta sola, e chi te la dà in una riga sta vendendo. Un depuratore si giudica su otto cose, e sette le trovi scritte in qualunque scheda prodotto: tecnologia, portata, ingombro, filtri, certificazioni, garanzia, prezzo. L'ottava non c'è quasi mai, ed è quella che decide come andrà a finire: chi se ne occupa fra tre anni.

Questa pagina mette in fila tutte e otto, dice cosa fa davvero ogni tecnologia e quanto costa un impianto nell'arco di dieci anni. Dice anche quando comprarlo è la scelta giusta e abbonarsi non lo è: succede più spesso di quanto farebbe comodo a noi.

Prova 30 giorni gratis €29,90 al mese se resti. Nessun anticipo, nessuna penale.

Scena illustrativa: una caraffa riempita al rubinetto di casa durante la colazione

La risposta breve, in tre domande

Prima delle tecnologie, tre domande che restringono il campo più di qualunque confronto fra marche.

Quanta acqua bevete in casa?

È il numero che decide tutto il resto. Due persone che bevono due litri a testa al giorno fanno circa 1.460 litri all'anno; una famiglia di quattro ne fa il doppio. Sotto i mille litri all'anno quasi nessun impianto si ripaga, e una caraffa filtrante fa il suo lavoro. Sopra i duemila, il conto cambia del tutto.

Che acqua esce dal tuo rubinetto?

In Italia l'acqua di rete è potabile per legge e controllata dal gestore e dalla ASL: un depuratore non la rende potabile, ne cambia sapore e composizione. Ma «potabile» copre una forchetta larga: fra un'acqua a 90 mg/l di residuo fisso e una a 600 cambia il gusto, cambia il calcare, cambia quale tecnologia ha senso. Il dato è pubblico, lo trovi sul sito del tuo gestore, ed è il modo serio di cominciare: vedi l'analisi dell'acqua di casa.

Chi cambierà i filtri?

È la domanda che quasi nessuno si fa al momento dell'acquisto, e l'unica a cui tutti rispondono male. Ci torniamo sotto, perché è il criterio che separa un impianto che funziona a dieci anni da uno che sta sotto il lavello senza che nessuno ci pensi più.

Le tecnologie, e cosa fa davvero ciascuna

Sono quattro famiglie, più due cose che spesso vengono confuse con un depuratore e non lo sono. Qui sotto cosa fa ognuna e quando ha senso, senza promesse sulla salute: un depuratore domestico serve a cambiare il sapore dell'acqua e a smettere di comprare bottiglie, non a curare niente.

Caraffa filtrante

Un filtro a carbone in una brocca. Riduce il cloro e migliora il sapore, non tocca il residuo fisso, e la cartuccia va cambiata spesso. Costa poco, non si installa, e per chi beve poco è la scelta ragionevole. Il limite è il ritmo: un paio di litri alla volta, e la cartuccia se la deve ricordare qualcuno. Il confronto per esteso.

Microfiltrazione e ultrafiltrazione

Filtri a carbone attivo, da soli o insieme a una membrana a maglia fine, montati sotto il lavello. Trattengono il cloro e le particelle in sospensione, lasciano i sali minerali come sono. Non producono acqua di scarto e hanno una portata alta. Sono la scelta sensata dove l'acqua è già buona di partenza e il problema è solo il sapore.

Osmosi inversa

Una membrana che lascia passare l'acqua e trattiene la maggior parte di ciò che ci è disciolto, sali minerali compresi. Abbassa il residuo fisso in modo netto, e per questo si usa dove l'acqua è molto mineralizzata o sa di cloro in modo marcato. Due cose da sapere prima, perché nessuno le scrive in grande: produce acqua di scarto (una parte dell'acqua in ingresso va allo scarico, in proporzione che dipende dall'impianto) e ha più filtri da cambiare di una microfiltrazione. Dettagli in filtrazione a osmosi inversa.

Lampada UV

Non filtra niente: è una lampada che si usa come trattamento aggiuntivo. Su un'acquedotto italiano, che arriva già trattato, aggiunge poco. Ha senso su un pozzo privato, dove il problema è un altro.

Due cose che non sono depuratori

Scena illustrativa dell'impianto montato sotto il lavello

Gli otto criteri, in ordine di quanto pesano a dieci anni

Le schede prodotto li elencano tutti sullo stesso piano. Non lo sono: i primi tre decidono come finisce, gli altri cinque decidono se cominci bene.

LA SCENA · QUANTO PESA OGNI CRITERIO IN DIECI ANNI

  1. Chi fa la manutenzione Non «ogni quanto»: chi. È l'unica scelta che non si può correggere dopo.
  2. Il costo a dieci anni Il prezzo di listino è la parte piccola. Filtri e assistenza sono la parte grande.
  3. Cosa succede se si guasta Chi lo ripara, in quanto tempo, a spese di chi.
  4. La certificazione dei materialiDM 25/2012: è un documento, non una rassicurazione.
  5. La tecnologia giusta per la tua acquaNon la più costosa: quella che il dato del gestore giustifica.
  6. La portataUn impianto lento si usa male, e si smette di usarlo.
  7. L'ingombro sotto il lavelloSi misura prima, non dopo.
  8. L'installazioneSe cambia il rubinetto, se buca il piano, se si toglie senza segni.
Le schede prodotto elencano questi otto criteri sullo stesso piano. Non lo sono: i primi tre decidono come finisce, gli altri cinque decidono se cominci bene.

Il criterio che quasi nessuno guarda

Un depuratore comprato è un oggetto che diventa tuo, con tutto quello che segue: la scadenza dei filtri, il fornitore dei ricambi, il tecnico da chiamare, la garanzia da far valere. Il primo anno fila liscio. È dal secondo che il modello si vede.

Quello che succede davvero, e lo si vede in ogni categoria di apparecchi domestici con un consumabile, è che il cambio filtri slitta. Non per trascuratezza: perché richiede di ricordarsene, di trovare il ricambio giusto, di avere qualcuno che lo monti. Tre passaggi, ognuno con la sua probabilità di non avvenire.

Un impianto con i filtri oltre la loro vita non smette di funzionare in modo evidente. Continua a erogare, e intanto la resa cala. Chi lo ha comprato non ha nessun modo di accorgersene, perché non c'è niente da vedere.

LA SCENA · UN IMPIANTO CHE PEGGIORA NON SMETTE DI FUNZIONARE

Quello che vedi
l'acqua esce, sempre uguale
Quello che non vedi
la resa della membrana
È questo il punto che le schede prodotto non hanno. Un impianto con i filtri oltre la loro vita continua a erogare: chi lo ha comprato non ha nessun modo di accorgersi che la resa è calata, perché non c'è niente da vedere. Per questo il criterio decisivo non è quale impianto compri, ma a chi resta il lavoro.

Per questo il criterio decisivo non è quale impianto compri, ma a chi resta il lavoro. È anche l'unica differenza fra i modelli d'acquisto che non si può recuperare dopo: la tecnologia si sceglie una volta, la manutenzione si affronta per dieci anni.

Scena illustrativa di un tecnico al lavoro sull'impianto

Quanto costa davvero, a dieci anni

I tre modi di avere un depuratore in casa, con i costi come si presentano nel tempo. Le cifre di acquisto e noleggio sono prezzi di mercato correnti, variano per marca e configurazione.

LA SCENA · I TRE MODI, VOCE PER VOCE

  Comprarlo Noleggiarlo In abbonamento
All'inizio 350–2.500 €più l'installazione spesso un anticipodipende dal contratto nessun anticipo120 € al primo addebito, dal 31° giorno
Ogni mese nientefinché non serve qualcosa 20–45 € 29,90 €il canone non aumenta
Chi cambia i filtri turicambi, scadenze, un tecnico dipende dal contrattova chiesto per iscritto i tecnici del servizioin base al consumo
Se si guasta a tue spesefuori garanzia dipende dal contratto riparazione o sostituzionenel canone
Se cambi idea resta tuoo lo rivendi penali, se c'è una durata minima disdici quando vuoinei primi 30 giorni si ritira a nostre spese
Di chi è l'impianto tuo di chi lo noleggia in comodatoresta di 3Epc Bio
Le forchette di acquisto e noleggio sono prezzi di mercato correnti e variano per marca e configurazione. Le voci dell'abbonamento sono quelle scritte nelle condizioni del servizio.

Comprarlo

Da 350 a 2.500 € all'inizio, più l'installazione se non la fai da te, più i filtri e la manutenzione ogni anno. Il vantaggio è che dopo è tuo. Lo svantaggio è che dopo è tuo: i ricambi, le chiamate e la decisione di sostituirlo sono tue.

Noleggiarlo

Dai 20 ai 45 € al mese, di solito con una durata minima e con la manutenzione dentro o fuori a seconda del contratto. La domanda da fare è sempre la stessa: per quanti mesi sei legato, e cosa succede se disdici prima.

L'abbonamento

È il modello di AcquaStream: 29,90 € al mese, l'impianto in comodato, e 120 € di installazione una volta sola, al primo addebito. Nel canone ci sono i filtri, cambiati in base al consumo dai tecnici del servizio, la manutenzione, l'assistenza e la riparazione o sostituzione dell'impianto. Fuori restano l'installazione, l'acqua e l'energia che l'impianto consuma, e le ricariche di CO₂ dopo la prima. Le condizioni per esteso.

Il confronto voce per voce, con i numeri, sta in quanto costa un depuratore d'acqua e in conviene o no.

Casse di acqua in bottiglia impilate

Quando comprarlo è la scelta giusta

Ci sono casi in cui un impianto comprato batte un abbonamento, e vale la pena dirlo chiaro invece di lasciarlo intuire.

Che cosa risolve il modello in abbonamento, e cosa no

Detto senza entusiasmo, perché è un modello con due facce.

Cosa risolve

Cosa non risolve

Dodici domande da fare prima di firmare, a chiunque

Comprese noi. Se una risposta non arriva per iscritto, è già una risposta.

Le nostre risposte stanno nelle condizioni del servizio, e sono le stesse che diamo al telefono.

Le nostre, in breve. Chi viene a casa tua è il tecnico che fa il sopralluogo e monta l’impianto: non porta contratti da firmare sul posto, e dietro non c’è un finanziamento. Il prezzo è quello che leggi qui.

PROVALO A CASA TUA

30 giorni di acqua gratis. Paghi solo se resti.

Installiamo l’impianto senza che tu anticipi nemmeno un euro. Se non ti convince, scrivici entro il 30° giorno: lo ritiriamo noi, a nostre spese, zero penali.

Se resti, dal 31° giorno €29,90 al mese più €120 di installazione una tantum. Disdici quando vuoi. Le condizioni

Preferisci parlarne? 347 769 2795.

Preferisci WhatsApp? Scrivici Hai già deciso? Abbonati online

Domande su come scegliere un depuratore

Qual è il miglior depuratore d'acqua per la casa?

Quello giusto per la tua acqua e per quanta ne bevi, affidato a qualcuno che se ne occupi. Sul primo punto decide il dato del tuo gestore: dove il residuo fisso è alto ha senso l'osmosi inversa, dove l'acqua è già buona basta una microfiltrazione. Sul secondo decide il consumo: sotto i mille litri all'anno conviene una caraffa. Il terzo punto è quello che si sottovaluta, perché un impianto con i filtri esausti continua a erogare senza che nessuno se ne accorga.

Meglio osmosi inversa o microfiltrazione?

Dipende dall'acqua che hai. L'osmosi inversa abbassa il residuo fisso in modo netto, e serve dove l'acqua è molto mineralizzata; in cambio produce acqua di scarto e ha più filtri da cambiare. La microfiltrazione lascia i sali come sono, non ha scarto e ha una portata più alta: dove l'acqua è già buona e il problema è il sapore del cloro, è la scelta proporzionata. Non esiste una delle due che sia migliore a prescindere dal rubinetto a cui la attacchi.

Conviene di più comprare un depuratore o prenderlo in abbonamento?

Comprare conviene a chi i filtri se li cambia da sé e beve abbastanza da ripagare l'impianto: a dieci anni spende meno. L'abbonamento conviene a chi non vuole gestire scadenze, ricambi e guasti, e preferisce una cifra fissa a una serie di spese che arrivano quando capita. È una scelta fra due modi di spendere, non fra una scelta furba e una sbagliata.

Come faccio a sapere se un depuratore è a norma?

Chiedendo la dichiarazione di conformità al DM 25/2012, che regola gli apparecchi per il trattamento dell'acqua potabile domestica in Italia. È un documento che il venditore o l'installatore deve poterti dare: se arriva una rassicurazione a voce al posto del documento, è un'informazione su chi te lo sta vendendo.

Ogni quanto si cambiano i filtri?

Dipende dall'impianto e da quanta acqua ci passa: non c'è una scadenza uguale per tutti, e chi ne promette una sta semplificando. Con AcquaStream la questione non è tua: i filtri si cambiano in base al consumo, e a cambiarli vengono i tecnici del servizio.

Se l'acqua del rubinetto è già potabile, a cosa serve un depuratore?

A cambiarne sapore e composizione, e a smettere di comprare bottiglie. L'acqua del rubinetto in Italia è potabile per legge, controllata dal gestore della rete e dalla ASL: un depuratore non la rende potabile, perché già lo è. Chi prova a spaventarti sull'acqua di rete per venderti un impianto sta facendo una cosa già sanzionata in questo settore.